Aprire la partita IVA per medici e altri professionisti della sanità
Aprire la partita IVA: sequenza temporale
Per svolgere la tua professione come libero professionista, devi aprire la partita IVA.
L’apertura della partita IVA è solo uno dei passaggi necessari per svolgere la tua professione; pertanto, è utile inquadrarlo nella giusta sequenza temporale:
- Iscrizione all’Albo professionale di appartenenza
- Scelta del regime fiscale e contabile
- Apertura partita IVA
- Iscrizione alla cassa di previdenza di appartenenza
Devi scegliere il regime fiscale prima dell’apertura della partita IVA, perché nel modello utilizzato per l’apertura (AA9/12) devi indicare se intendi avvalerti del regime forfetario.
Scelta del regime fiscale e contabile
Considerando l’attività libero professionale svolta in forma individuale, i regimi applicabili sono tre:
- Regime forfetario
- Regime in contabilità semplificata
- Regime in contabilità ordinaria
Regime forfetario
Puoi applicare il regime forfetario se non si applica nessuna causa di esclusione e se nell’anno precedente:
- hai percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a € 85.000; e
- hai sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore ad € 20.000 lordi per lavoro accessorio, per lavoratori dipendenti e per collaboratori.
Il regime forfetario ha adempimenti ridotti al minimo, una deduzione forfettaria dei costi pari al 22% del fatturato e un’aliquota di imposta sostitutiva del 5% o del 15%, molto più bassa delle aliquote IRPEF ordinarie.
Per approfondimenti, leggi l’articolo sul regime forfetario.
È il regime più conveniente nella quasi totalità dei casi. Fanno eccezione solo i casi nei quali si abbiano costi per la produzione del reddito professionale molto elevati, o si abbiano detrazioni di imposta dal reddito complessivo particolarmente rilevanti, che con il regime forfetario non sarebbero utilizzabili.
Regime in contabilità semplificata
Il regime di contabilità semplificata è il regime naturale per i professionisti e può essere adottato indipendentemente dai compensi percepiti (non si applicano i limiti previsti per le imprese). L’utilizzo di tale regime non deve essere indicato né in sede di inizio attività, né in dichiarazione IVA.
Dal punto di vista fiscale, si applicano le regole ordinarie per la determinazione del reddito di lavoro autonomo e per il calcolo dell’IRPEF, nonché delle relative addizionali comunali e regionali.
Le aliquote IRPEF, per scaglioni di reddito, sono quattro:
Scaglioni di reddito | Aliquota IRPEF |
Fino a 15.000 euro | 23% |
Oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro | 25% |
Oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro | 35% |
Oltre 50.000 euro | 43% |
Gli esercenti arti e professioni che adottano il regime contabile semplificato devono tenere (art. 3 co. 1 del DPR 695/96):
- il registro IVA delle fatture emesse (art. 23 del DPR 633/72);
- il registro IVA degli acquisti (art. 25 del DPR 633/72);
- il registro dei beni ammortizzabili (art. 16 del DPR 600/73);
- il libro unico del lavoro (art. 39 del DL 112/2008).
Regime in contabilità ordinaria
Il regime in contabilità ordinaria può essere adottato su specifica opzione, che non deve essere indicata in sede di inizio attività, ma solo nel quadro VO della dichiarazione IVA. Dal punto di vista fiscale valgono le medesime considerazioni fatte per il regime semplificato.
In aggiunta ai libri previsti per il regime semplificato, coloro che su opzione adottano il regime ordinario devono tenere il registro cronologico (art. 19, co. 1 e art. 2, DPR 600/73, art. 3, co. 2, lett. a), DPR 695/96) nel quale annotare:
- i compensi percepiti e, più in generale, ciascuna somma riscossa sotto qualsiasi forma e denominazione nell’esercizio di arti e professioni (in particolare, devono essere registrati l’importo al lordo e al netto dei rimborsi spese, nonché la ritenuta subita, le generalità del soggetto che ha effettuato il pagamento e gli estremi della fattura, parcella o nota emessa);
- le spese inerenti all’esercizio dell’arte o professione;
- le movimentazioni finanziarie attinenti all’esercizio dell’arte o della professione, compresi gli utilizzi delle somme percepite (ancorché estranei all’esercizio dell’arte o professione) e gli estremi dei conti correnti bancari utilizzati per le predette movimentazioni (Cfr. Guide Eutekne, Contabilità ordinaria, Professionisti).
Aprire la partita IVA
Per richiedere il numero di partita IVA, il tuo commercialista compilerà il modello AA9/12 con i tuoi dati anagrafici, il codice ATECO della tua attività ed eventualmente l’indicazione che intendi avvalerti del regime forfetario, ti chiederà di firmare il modello e lo trasmetterà telematicamente all’Agenzia delle entrate. Dopo poche ore, otterrà la ricevuta di presentazione con l’indicazione del numero di partita IVA a te assegnato.
Fonti
Art. 1, co. 54-89, L. n. 190/2014
25 giugno 2023